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IL DESIDERIO SEGRETO DEI FOSSILI

29 settembre, 2017, 21:00 - 23:00

Diaforà ospita ad Albino DeSidera

Venerdì 29 settembre alle 21.00 negli spazi del Convento della Ripa di Albino (BG) Diaforà ospita Il desiderio segreto dei fossilispettacolo in programma nell’ambito dell’edizione 2017 di DeSidera, festival che da 15 anni porta il teatro nei luoghi più suggestivi della bergamasca, valorizzando le straordinarie bellezze del nostro territorio.

Grazie alla collaborazione di Diaforà, a fare da cornice a Il desiderio segreto dei fossili sarà proprio uno tra i più pregevoli tesori culturali e artistici del territorio, la Chiesa di Santa Maria della Ripa di Desenzano di Albino, parte del complesso del Convento della Ripa.

Il desiderio segreto dei fossili

Produzione MANIACI D’AMORE/ I teatri del Sacro
Drammaturgia: Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
Con: Francesco d’Amore, Luciana Maniaci e David Meden
Regia: Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
Collaborazione scene e costumi: Maria Sole Limodio
Assistenza alla regia: Ilaria Weiss

In un paese di pietra vive una comunità di spacca-pietre. Il loro lavoro a volte serve a costruire parti del paese, altre volte a nulla, si esaurisce nella fatica stessa, valore supremo della comunità. Un giorno Pania riceve la visita di una divinità e ne è sconcertata perché nel paese di pietre non ci sono dei. Il dio non è fatto di pietra ma di desideri e chiede a Pania di esprimerne uno. Pania però non sa cosa sia un desiderio, non l’ha mai visto né maneggiato, dunque tace. Il dio si dice pronto ad aspettare che Pania parli, ma lei lo rinchiude in un armadio sperando di dimenticarsene. Da lì il dio assiste alla vita di Pania, tutta fatta di faccende pratiche, tutta orizzontale. Neanche il rapporto con la sorella Amita sembra muoverla in qualche direzione, se non forse quella dell’inedia. Ma il dio aspetta, perché di certo qualcosa Pania desidera. Egli realizzerà non ciò che Pania capirà di volere, ma ciò che desidera realmente. Dunque il dio, nell’armadio, prega e spera che il cuore di Pania, ovunque sia, sia puro.

INGRESSO 10 euro, prenotazione consigliata a info@teatrodesidera.it 

La chiesa di Santa Maria della Ripa
Dedicata alla Vergine della Natività, la chiesa sorge intorno alla metà del ‘400 per volere dei nobili Signori di Comenduno, ai quali la Madonna aveva fatto la grazia di guarire le figlie, dopo aver guarito anche la gamba piagata di una giovane popolana di nome Venturina. Il convento fu affidato poco più tardi alla Congregazione dei carmelitani di Mantova che vi si stabilì  definitivamente a partire dal 1468. La chiesa, ad aula unica con presbiterio a terminazione rettilinea, fu chiamata “superiore” perché, nel 1478, si cominciò l’edificazione di una seconda chiesa, detta invece “inferiore”, dedicata all’Annunciazione, e collegata alla prima da una scala posta in corrispondenza del coro, per dare il giusto spazio al fervore religioso dei numerosi pellegrini, garantendo al contempo la serenità e il raccoglimento in preghiera dei frati. A partire dal 1502 è documentata la presenza dei fratelli Antonio e Barnardino Marinoni presso la Ripa. A tutt’oggi sono conservati importanti affreschi: da un cielo azzurro sul soffitto si stagliano i cinque medaglioni che raffigurano San Giovanni Battista, San Pietro, Sant’Alberto Carmelitano, San Bernardo e Sant’Alessandro; di epoca appena successiva sono il Padre eterno, circondato da angeli, affrescato nella lunetta del nicchione absidale e l’affresco che raffigura la Madonna col Bambino e Santi. Il volto della Madonna ha lineamenti particolarmente fini, che ricordano quelli di altre Vergini dipinte dai Marinoni. A metà del ‘500 risalgono i più importanti interventi di entrambi i Moroni, padre e figlio, relativi all’altare della Vergine del miracolo: nel 1549 l’architetto realizza la cappella in cui sarà poi collocata la pala del Moroni figlio, dipinta nel 1567, ispirandosi all’omonimo quadro di Giovanni Bellini custodito nel Monastero di Sant’Anna, e collocata sull’altare delle bende in una cornice dorata. Oggi il quadro appartiene a una collezione privata. Tra il 1595 e il 1596 viene incaricato il pittore bergamasco Enea Salmeggia, detto il Talpino, della realizzazione dell’ancona dell’altare maggiore, rappresentante la Vergine con i santi Pietro, Alessandro, Arnaldo da Comenduno (o Agostino) e Alberto Carmelitano, firmata e datata “Aeneas Salmetia Bergomensis F.1596”. L’anno successivo si assegna all’intagliatore Battista Bergamelli l’allestimento della cornice intagliata e nel 1598 si provvede alla sua doratura. Infine nel 1598 si sistema il luogo per collocare l’organo nella chiesa superiore, opera di Turino Bresciano, che è installato nel 1600 con la supervisione dell’organista don Tranquillo Savi. Da fonti settecentesche si apprende che entrambe le chiese furono impreziosite da numerosi mobili, da affreschi, in particolare da quelli di Giovanni Battista Azzola.

 

 

Dettagli

Data:
29 settembre, 2017
Ora:
21:00 - 23:00
Categorie Evento:
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Luogo

Convento di Santa Maria della Ripa
Via della Ripa 2
Albino, (BG) 24021 Italia
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